
Se mi vedete persa in un mondo parallelo, l’occhio sognante/ebete, è tutta colpa di Shakespeare.
Ieri sera ho visto Romeo e Giulietta e questa mattina mi sembrava tutto così poco romantico…poi entrando in ufficio ho intravisto questa camiciola col frufru su colletto e maniche e per un attimo ho pensato di essere ancora tra Montecchi e Capuleti.
Invece era solo il pessimo gusto di una siora giovanile qui alla scrivania di fronte…cocente delusione.
Insomma attendevo questo appuntamento a teatro da una vita. Per avere compagnia ho provato a convincere nell’ordine:
-Mio fratello. 18 anni, incastrato a suo tempo dalla morosa a vedere “Amore14” e ancora deriso per questo. Speravo di non essere da meno della sbarbata. Mi sbagliavo.
-Il mio ex fidanzato. Che come picco di romanticismo mi ha propinato la seguente risposta: “Se vai con un uomo vengo io, se no ti lascio andare” . SO SWEET
-Mia madre. Sarebbe venuta più che altro per pietà, ma "quel finale…" Confermo, il finale fa un po’ incazzare, ma al massimo usciamo 5 minuti prima no?
-Delle persone a caso incontrate qua e là negli ultimi giorni, con la tecnica del “Gettiamo l’amo nel mucchio, qualcosa pescheremo santo cielo!!”
Alla fine, chi mi ama mi segua, sono partita in solitario.
Meglio, mi concentro di più sullo spettacolo e ho lo spazio per un’ introspezione profonda dei miei sentimenti più reconditi. Mandria di superficialoni dei miei calzini.
Poi mentre vagavo per le vie del centro ho incontrato Polly. Come nel film con Jennifer Anniston, alla fine è arrivata Polly.
Polly in questo momento condivide i miei sentimenti contrastanti nei confronti dell’universo maschile.
E mi aveva confessato che questo spettacolo poteva suscitare il lei due reazioni: o si metteva a piagnucolare, oppure partiva con la furia di un All-Black durante il Ka Mate, e picchiava Romeo con un bastone.
Era pure in platea comoda comoda vicino al corridoio.
Io naturalmente ho consigliato la seconda soluzione, sia per una sua soddisfazione personale, sia perché così risolveva il mio problema col finale, lo movimentava un po’, mi facevo sta risata…
Invece di far dire a Romeo “Con questo bacio, io muoio” , Polly sentenziava “con questa randellata, io ti accoppo”. E giù applausi.
Invece niente, tutto si è svolto da copione. Non mi sono soffiata il naso sul collo di pelliccia della signora alla mia sinistra, e non ho cercato conforto sulla spalla del nonno alla mia destra.
Sono rimasta incantata come Giulia davanti ai Teletubbies, come gli uomini italiani davanti allo spogliarello di Dita Von Teese a Sanremo, come Ciccio davanti alla torta di Nonna Papera.
Che dire, Shakespeare era un genio, avrei voluto conoscerlo. E pure gli attori sul palco meritavano. Eccezionali.
Solo una cosa mi ha lasciato perplessa: Romeo.
E dici poco, direte voi!
Romeo è stato una delusione.
Non in quanto attore, per carità. Ma aveva un che…come dire…di poco virile, ecco. Una “S” sibilata che mi ricordava la tipa della camiciola coi frufru. Che ti chiedevi cosa mai ci avrà trovato Giulietta.
E poi giù ogni 2 minuti a piangersi addosso, sigh, sob, strasob, me misero me tapino. O, I am fortune's fool.
Ma scusa, prima fai il gradasso, il figo della situazione, c’è più pericolo nei tuoi occhi che in cento delle loro spade, e poi frigni dal frate col moccolo al naso invece di prendere la tua bella e portartela via? (Per approfondire l'argomento, rimando a micropalla.)
Niente a che vedere con quel pezzo di Tebaldo. E poi si sa, non c’è niente di più divino che spaparazzarsi il cugino.
E anche il buon Paride aveva il suo fascino, pantalone di pelle a parte.
E invece no, lei si ingrugna su quello sfigato di Romeo perché sei tu Romeo…non un piede, non una mano, non un braccio…solo un nome…
Ma ti pare il caso di fare tanto la difficile?? Un po’ di rispetto per le zitelle del pubblico che si sarebbero accontentate senza far tante storie!
Da donna a donna, in tutta onestà, cara la mia Juliet, il migliore era Mercuzio.
E’ riuscito a tenersi stretta la sua virilità anche con la canotta nera a costine…e non è da tutti.
"Arise, fair sun, and kill the envious moon
Who is already sick and pale with grief
That thou her maid art far more fair than she.”
“There lies more peril in thine eye
Than twenty of their swords! Look thou but sweet,
And I am proof against their enmity.”
“A thousand times good night!”
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